sabato 12 novembre 2016

Giles Camarin [Camerin], 1925-1945

Camarin Giles di Giuseppe, Treviso, classe 1925
Partigiano combattente - Brg. Negrin - Div. Sabatucci
Caduto il 18 aprile 1945, a Treviso
Arrestato dalle bb.nn. veniva ucciso con altri due compagni sulla riva del Sile
Operaio - 5. elementare       (Elio Fregonese, 1997)


Nella banca dati di Onorcaduti  [Ministero della Difesa - Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti] è censito come Camerin Giles, nato a Treviso il 22.10.1925 e morto a Treviso il 18.4.1945.

PS - Di Giles Camerin non sono stati rintracciati né il foglio matricolare presso l'archivio di stato di Treviso, né l'atto di morte presso il comune di Treviso.


Partigiani uccisi a Treviso, lungo la riviera del Sile, il 18 aprile 1945
(Leonildo Angeloni, Giles Camerin e Danilo Segato)

Leonildo Angeloni, Giles Camarin, Danilo Segato.
Santino funebre della parrocchia a una settimana dalla morte
(Cronistorie di guerra ..., a c. di Erika Lorenzon - San Lazzaro di Treviso - Dvd allegato)

Articolo del Gazzettino a un anno della morte dei tre partigiani


Per la ricostruzione del fatto da parte di Federico Maistrello e del parroco di San Lazzaro - e per altre considerazione dell'autore - vai alla pagina di Leonildo Angeloni.


Giles Camarin [Camerin], partigiano ucciso dalle brigate nere a Treviso
 - riviera S. Margherita - e gettato 
nel Sile nella notte fra il 18 e il 19 aprile 1945:
il suo ricordo nel monumento ai partigiani di Treviso.

                                   



Qualche notizia su Camerin e l’ambiente da cui proveniva

Brani di una conversazione con Luigi Socrate, 1934, ex operaio della Metalcrom di San Lazzaro

«- Insomma Giles Camarin era un suo vicino di casa, in Borgo Venezia a San Lazzaro.
Sì. Anzi... suo papà vendeva, mi ricordo, folpi quand’era la stagione e i bogoi, con il catino, quand’era la stagione.
- Dove si metteva?
Eh andava per le osterie.
- Suo padre come si chiamava?
Bepi Camarin». (File 17111301 35:07)
E di Giles cosa ricorda?
«Quello era sempre uccel di bosco. Aveva la mamma e il papà che abitavano quasi vicino a me. Non lo vedevi mai a casa, era uno che faceva contrabbando. E quando l’hanno preso, ci ha rimesso anche Segato e Angeloni. Perché le brigate nere lo tenevano d’occhio [e ghe tendéva].
C’era un’osteria di fronte qua [1], da Gildo, dopo la farmacia sul Terraglio.
Una brigata nera che io ho conosciuto frequentava la trattoria da Gildo e noi lo si chiamava “el Maraman” [un poco di buono]. Veniva da Gildo col mitra, e una volta che si alza un aereo dall’aeroporto lui prende su, è venuto fuori e ta ta ta si è messo a sparare all’aereo.
Ma dopo è scappato, dopo la Liberazione. È scappato in Francia per lavorare.
E un altro [delle brigate nere] che veniva da Gildo … lo si chiamava... , stava dietro la chiesa e aveva due-tre campetti di terra, quello aveva il soprannome di “Bóte” [Botte] e quello lo hanno ammazzato i partigiani.
- E di cognome?
Erano diversi fratelli, brigata nera, cattivo, ne avevamo paura, noi... che eravamo grandi così...
- Frasson?
Frasson, sì.
- Narciso Frasson detto Bóte » [2]. (File 17111301, passim)


 Note

[1] La conversazione con Luigi Socrate è stata registrata il 13 novembre 2017 presso il Bar da Paolo (ufficialmente Bar Sport Terraglio), a San Lazzaro di Treviso.
[2] Narciso Frasson, detto anche “Furin”, il 25 aprile 1945 uccise alle Maleviste (assieme al camerata Sartor Gio.Batta “Bajeche” di Preganziol) due giovani del posto: uno, Marco Galiazzo, reo di aver ospitato in casa sua dei partigiani, l’altro Antonio Bragato colpevole di non aver risposto ai bandi del regime. (Camillo Pavan, Maleviste… , pp. 28-30)


- (Pagina dedicata al partigiano Leonildo Angeloni)
- (Pagina dedicata al partigiano Giles Camerin)

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